L’ENPA di Narni vorrebbe ricondurre l’attenzione cittadina sull’episodio di doping risalente alla Corsa all’Anello 2009 che, non solo non ci fa onore, ma dimostra quanto il fenomeno del doping in ambito ippico non sia circoscritto alle corse illegali e clandestine ma interessa anche le corse ufficialmente riconosciute e persino le piccole gare come queste, legate a feste padronali e di interesse unicamente locale.
Come dimostrano i seguenti articoli online (Doping! Il cavallo di Santa Maria positivo alle controanalisi, L’anello conteso: Santa Maria fa ricorso contro l’Ente ed impugna la sentenza, una decisione condannata da molti contradaioli, Narni: Santa Maria non riconsegna l’anello vinto e Mezule deve accontentarsi di una targa simbolica) l’importanza sembra focalizzarsi sul nuovo esito della gara.
Anello sì, anello no…targa sostitutiva, festeggiamenti, baldoria e polemiche per una vittoria-perdita inaspettata allorché qualcuno ha giocato sporco ed è stato pure colto nel fatto.
Neanche un solo commento invece in merito al trattamento dei cavalli da corsa. Evidentemente non interessa tanto quanto le sorti di un trofeo. Nessuna rassicurazione sulle loro cure e sulla loro considerazione che, a nostro avviso, deve essere primaria. A noi sembra che l’aspetto competitivo stia travalicando quello etico e morale, nonché penale, mettendo in ombra le dovute riflessioni sul benessere dei cavalli così come di tutti quegli animali coinvolti ogni giorno dall’uomo in manifestazioni e gare alle quali non possono dire “no grazie”!
Proprio perché speriamo che l’episodio avuto luogo a Narni sia isolato e non costituisca la regola, confidiamo nei provvedimenti che verranno presi e in maggiori controlli per il futuro. Da parte nostra, vista la situazione, cercheremo quest’anno di seguire i cavalli dei vari terzieri attraverso alcune nostre Guardie Zoofile per controllare da vicino il loro stato di salute psico-fisica.
Questo, tuttavia, non ci impedisce ora di riflettere su una realtà lontana dalla nostra narnese ma presente e diffusa in Italia e altrove più di quanto ci possa far piacere pensare:
Il maltrattamento dei cavalli da corsa non è circoscritto al solo mondo della criminalità organizzata,
ma superando i confini della legalità si afferma a pieno titolo anche nelle gare ufficiali, dove si
registra un incremento di scommesse clandestine per un giro d’affari milionario. Un lucroso
business che passa per studi veterinari, medici compiacenti, allenatori e fantini molto conosciuti e
arriva agli stacanovisti della scommessa. Gli unici a pagare sono i poveri cavalli che finiscono nelle
mani dell’holding dell’ippica. Cocaina in abbondanza, micidiali cocktail di anabolizzanti. E ancora
antipiretici, analgesici, anti-infiammatori, citotossici, diuretici, cortiscosteroidi ed emostatici.
Perfino il Viagra, ma con una particolarità: solo alle cavalle e in dosi massicce. Un campionario
farmacologico completo per arrivare a prestazioni da podio e trasformare un purosangue senza
grandi prestazioni in un campione dell’ippodromo. E poco importa se dopo neanche un anno il
cavallo non regge e schianta: un altro animale della scuderia è pronto al sacrificio.
[...] Le sostanze agiscono sul sistema nervoso ed eliminano la sensazione del dolore. E dopo la
gara, la vittoria e i festeggiamenti, le conseguenze per i cavalli sono devastanti. Muscoli e tendini
subiscono danni irreparabili. Il sistema nervoso viene “bruciato” dalla cocaina. E in poche settimane
il cavallo passa da uno stato di forma apparentemente perfetto allo stato vegetativo. Corre con
difficoltà, con i muscoli ingessati dalla superproduzione di acido lattico e dai tendini lacerati. Il
calvario non è ancora concluso. L’animale cade a terra, con il cervello impazzito. E in questo
mondo dell’ippica, dove doping significa scommesse e corse truccate è ancora troppo labile il
confine tra la legalità e illegalità. Un mondo con cifre record. [...] Un miliardo di euro il guadagno annuo della criminalità organizzata per corse e
scommesse clandestine e truffa nell’ippica. Cinquemila i cavalli rubati o uccisi per vendetta.
È uno spaccato criminale agghiacciante [...]. [...] Non solo personaggi legati alla criminalità organizzata ma anche medici e veterinari. [...] proprietari
di scuderie, farmacisti, informatori scientifici, allevatori. Le accuse contestate sono di associazione
a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell’Unire, ricettazione, detenzione e immissione in
commercio di farmaci dopanti clandestinamente prodotti nel territorio nazionale e ceduti in regime
di esercizio abusivo della professione sanitaria. Obiettivo, quello di condizionare i risultati di
manifestazioni ippiche che si svolgevano sugli ippodromi sia legali, [...], sia fuorilegge, direttamente gestiti dalla criminalità
organizzata. Con un duplice risultato: quello di truccare le corse, facendo vincere non il cavallo più
forte, ma quello più imbottito di sostanze anabolizzanti, e quello ancor più spaventoso e criminale
di mandare al macello, e di conseguenza sulle tavole degli italiani, gli animali resi inservibili da tali
micidiali cocktail. Crimine tanto più efferato se si considera che, come sottolineato da
Giovandomenico Lepore, procuratore capo di Napoli, la carne equina «è destinata soprattutto ai
bambini». Secondo Cristiano Pasquini, veterinario che si occupa da nove anni di cavalli sportivi,
quelli puliti si intende, «chi mangia carne di quel tipo può essere esposto ai tumori, provocati dagli
ormoni con cui vengono trattati gli animali» o se va meglio si ritrova «con un ulcera
gastroduodenale per colpa degli anti-infiammatori».
[...] Le intercettazioni svelano uno spaccato da brividi. «Puoi fidarti di questi prodotti. È roba
eccezionale. Con quelli io ci ho fatto una bomba! Ci ho curato il garretto ad un cavallo di un mio
amico. Un cavallo spagnolo, un po’ atrofizzato… Minchia andava come una macchina.» Ma alla
fine a furia di bombardarli quei cavalli cedono. «Devi caricare il massimo, questo ormai le cose
normali non le accusa più, servono le bombe atomiche. E quando molla lo devi prendere e
uccidere…»
Farmaci ai cavalli, soldi ai driver. Da un lato dopavano i cavalli con diuretici, dall’altro
corrompevano i fantini. Così un’associazione criminale con base a Napoli, ha truccato circa 50
corse di cavalli in tutta Italia. Quindici le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di
Napoli, su richiesta della Dda a carico di altrettanti indagati ai quali è stato contestato il reato di
associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni dello Stato, dell’Unire e
a danno degli scommettitori nei concorsi pronostici relativi alle gare. [...] Cavalli, quelli
coinvolti, che venivano “lavati” prima di gareggiare. Sottoposti a veri e propri lavaggi a base di
diuretici e bicarbonato: un mix capace sia di eludere eventuali controlli sia di potenziare le
prestazioni. Il tutto con il placet del fantino di turno, ora dietro minacce, ora dietro promesse di
soldi. [...] E quando la vittoria doveva essere sicura, ecco che arrivava il
“turbo jet”, il farmaco miracoloso ricavato dal veleno del cobra. Invincibile. Tremendo.
Ovviamente dosato da persone esperte.
Leggi il documento intero e originale
Fonte: Rapporto Ecomafia 2006, Legambiente (a cura di Peppe Ruggiero)
Certo è che se tutti smettessimo di occupare un posto sugli spalti degli ippodromi o di luoghi analoghi e di seguire da spettatori con tanto accanimento le sorti delle gare, alimentando in modo grottesco e altrettanto colpevole uno spettacolo già di per sé incivile e di pessimo gusto, i cavalli da corsa non produrrebbero più reddito in questo ambito e, improvvisamente liberi dagli interessi più svariati degli uomini, tornerebbero ad avere soltanto dei padroni degni di loro perché interessati esclusivamente al loro bene e alla loro salute.
Alla luce di quanto letto possiamo apprezzare questo toccante video amatoriale (viste le immagini forti ne sconsigliamo la visione alle persone particolarmente sensibili e ai bambini) realizzato da un ragazzo o una ragazza amante dei cavalli che documenta, attraverso foto reali, le varie tappe della vita di alcuni cavalli entrati sfortunatamente nel mondo umano del business e degli “animali oggetto” che quando non servono più si vendono e si fanno uccidere per ricavarne ancora soldi.
Al di là del finale del video volutamente provocatorio e forse non appropriato rispetto al tema centrale, ci scusiamo per aver affrontato un argomento così duro. Nel nostro sito avremmo voluto trattare argomenti, anche seri, sempre e solo in maniera leggera e gioiosa. Evidentemente ciò non è possibile…purtroppo.


allora? che controlli avete fatto ? per la corsa di narni?
mi sa che anche voi predicate bene e razzolate male
C’è sempre bisogno di nuove volontarie, se vuoi sapere cosa facciamo di concreto facci sapere!
credo che dovreste pretendere dal comune di fare chiarezza sul caso doping non si può sparare su tutto e poi non fare le cose che vi spettano istituzionalmente è una questione di credibilità